La storia – Tipi e MBTI

Il termine “teoria dei tipi” si riferisce alla teoria di Jung rivista da Isabel Myers e Katharine Briggs nel questionario MBTI.

La teoria dei tipi junghiana fu sviluppata in un arco di tempo durato molti anni. Gradualmente Jung affinò gli elementi descrittivi del sistema e le interazioni dinamiche tra gli elementi. Myers e Briggs affinarono ulteriormente l’approccio fornendo descrizioni dei tipi dettagliate e neutrali in modo da chiarire la giustificazione logica sottolineando le interazioni dinamiche ipotizzate.

IL FOCUS INIZIALE DI JUNG SU ESTROVERSIONE E INTROVERSIONE

Il tentativo di Jung di spiegare le differenze individuali nella personalità derivò inizialmente dall’aver osservato l’esistenza di due tipi di persone, estroversi e introversi. Descrisse gli estroversi come coloro le cui energie sono principalmente orientate fuori, verso le persone e gli eventi presenti nel loro ambiente esterno, e gli introversi come coloro le cui energie sono dirette dentro, verso i pensieri e le esperienze del loro ambiente interno. Dopo aver identificato questi due tipi, li descrisse più tardi in modo dettagliato ed esteso in Psychological Types (1921/1971). Jung vide estroversione e introversione come due differenti attitudini e definì il termine attitudine come “una prontezza della psiche ad agire o reagire in un certo modo… avere un’attitudine è sinonimo di un orientamento a priori verso una definita cosa” (1921/1971). Circa dieci anni dopo i suoi studi iniziali sull’estroversione e l’introversione, Jung notò che questi due tipi non fornivano una visione completa di ciò che osservava. Egli affermò:

“Ciò che mi aveva colpito era l’innegabile fatto che mentre le persone potevano essere classificate come estroverse o introverse, ciò non spiegava le enormi differenze tra gli individui dentro la stessa categoria. Sono così grandi, infatti, queste differenze che fui portato a dubitare di quanto avevo osservato correttamente in principio. Ci sono voluti circa dieci anni di osservazione e confronti per far luce su questo dubbio.” (1921/1971)

L’AGGIUNTA DELLE QUATTRO FUNZIONI

Durante quei dieci anni, Jung suddivise i suoi tipi iniziali “estroverso” e “introverso” in otto tipi attraverso l’identificazione di due coppie di funzioni mentali opposte: due funzioni opposte di percezione, sensazione (chiamata Sensorialità da Myers e Briggs) in contrapposizione a intuizione; e due funzioni opposte di giudizio, pensiero in contrapposizione a sentimento. Percezione si riferisce alla raccolta delle informazioni e giudizio si riferisce al modo in cui si arriva a una conclusione circa quanto percepito. Jung definì una funzione come “una particolare forma di attività psichica che in essenza resta la stessa sotto condizioni variabili” (Jung, 1921/1971).

Jung successivamente specificò quale delle due attitudini – estroversione o introversione – era probabile che fosse utilizzata abitualmente assieme alla funzione mentale dominante in un individuo. Il termine funzione dominante si riferisce alla funzione – Sensorialità, Intuizione, Pensiero o Sentimento – che è probabile che venga utilizzata con più entusiasmo, più spesso e con la maggiore sicurezza. La funzione dominante può essere vista come quella che dirige, o “domina”, la personalità.

L’aggiunta delle coppie di funzioni ai due tipi di attitudini iniziali portò Jung alla specificazione dei seguenti otto tipi in Psychological Types (1921/1971).

  • Estroversi con sensorialità dominante

  • Introversi con sensorialità dominante

  • Estroversi con intuizione dominante

  • Introversi con intuizione dominante

  • Estroversi con pensiero dominante

  • Introversi con pensiero dominante

  • Estroversi con sentimento dominante

  • Introversi con sentimento dominante

Il sistema junghiano definì così otto tipi dominanti. Essi sono brevemente descritti nella seguente Tabella.

Le otto funzioni junghiane

Estroversi con sensorialità dominanteSensorialità estroversa dominante

Dirigono l’energia fuori e acquisiscono informazioni focalizzandosi sull’accumulo dettagliato e accurato di dati sensoriali, restando nel presente

Introversi con sensorialità dominante

Sensorialità introversa dominante

Dirigono l’energia dentro e immagazzinano fatti e dettagli sia della realtà esterna sia dei pensieri e delle esperienze interni

Estroversi con intuizione dominante

Intuizione estroversa dominante

Dirigono l’energia fuori per esplorare nuove idee, disegni interessanti e possibilità future

Introversi con intuizione dominante

Intuizione introversa dominante

Dirigono l’energia dentro per focalizzarsi su immagini inconsce, connessioni e modelli che creano visioni interiori e idee

Estroversi con pensiero dominante

Pensiero estroverso dominante

Cercano un ordine logico nell’ambiente esterno, restando diretti sull’obiettivo, agendo in modo deciso e attraverso la chiarezza.

Introversi con pensiero dominante

Pensiero introverso dominante

Cercano accuratezza e ordine nei pensieri interni attraverso la riflessione e lo sviluppo di un sistema logico per capirli

Estroversi con sentimento dominante

Sentimento estroverso dominante

Cercano l’armonia organizzando e strutturando l’ambiente per andare incontro ai bisogni delle persone e ai propri valori

Introversi con sentimento dominante

Sentimento introverso dominante

Cercano un’armonia interna profondamente significativa e complessa attraverso una sensibilità verso i valori interni propri e altrui e verso il comportamento esterno

L’AGGIUNTA DELLA DICOTOMIA GIUDIZIO- PERCEZIONE (J-P)

Nello sviluppo dell’MBTI, Myers e Briggs lavorarono su quanto affermato da Jung relativamente al modo in cui le funzioni interagivano, ossia il carattere dinamico del modello. Estesero il modello di Jung attraverso l’aggiunta della dicotomia J-P, rendendo in questo modo esplicito un aspetto della teoria che era implicito ma non sviluppato nel lavoro di Jung. In modo specifico, svilupparono il modello basandosi sulla descrizione di Jung di una funzione ausiliaria che dava supporto e che faceva da complemento alla funzione dominante in ogni tipo. L’aggiunta della dicotomia J-P nell’MBTI identificò le funzioni dominante e ausiliaria per ogni tipo. Il modello di Jung fu così rifinito in modo da descrivere 16 tipi:

  • Estroversi con Sensorialità dominante e Pensiero ausiliario

  • Estroversi con Sensorialità dominante e Sentimento ausiliario

  • Introversi con Sensorialità dominante e Pensiero ausiliario

  • Introversi con Sensorialità dominante e Sentimento ausiliario

  • Estroversi con Intuizione dominante e Pensiero ausiliario

  • Estroversi con Intuizione dominante e Sentimento ausiliario

  • Introversi con Intuizione dominante e Pensiero ausiliario

  • Introversi con Intuizione dominante e Sentimento ausiliario

  • Estroversi con Pensiero dominante e Sensorialità ausiliaria

  • Estroversi con Pensiero dominante e Intuizione ausiliaria

  • Introversi con Pensiero dominante e Sensorialità ausiliaria

  • Introversi con Pensiero dominante e Intuizione ausiliaria

  • Estroversi con Sentimento dominante e Sensorialità ausiliaria

  • Estroversi con Sentimento dominante e Intuizione ausiliaria

  • Introversi con Sentimento dominante e Sensorialità ausiliaria

  • Introversi con Sentimento dominante e Intuizione ausiliaria

 

IL CARATTERE DINAMICO DELLA TEORIA DEI TIPI E DELL’MBTI

Nello sviluppo della teoria dei tipi, Jung, così come Myers e Briggs furono costantemente attenti al carattere dinamico dei tipi di personalità che stavano descrivendo. La ricchezza, la profondità e l’estensione dei loro modelli descrittivi derivano dalla interazione dinamica delle funzioni e attitudini inerenti a ciascun tipo. È importante tenere a mente questo quando si applica la teoria dei tipi e si interpreta il questionario di personalità MBTI.